Zita Fusco

di Sherif Awad


Zita Fusco

-Sono cresciuta in una casa sicuramente differente da tutte le altre, mio padre creava dei quadri, dico creava e non dipingeva perché faceva dei quadri astratti tridimensionali. La mia casa era sempre piena di materiali e di odori particolari dati da resine e da pitture. 



Quindi sono cresciuta capendo che in qualche modo con le tue mani puoi costruire e dare vita... Poi sono entrata a far parte degli scout e il momento più intenso e più divertente di tutto l’anno era quello passato davanti al fuoco a recitare e raccontare stori. Scrivere canzoni, pensare ai costumi era un momento magico… Arrivata la scuola superiore partecipai al gruppo di teatro e lì ci fu la folgorazione. Quell’anno la mia scuola vinse la gara di teatro come miglior spettacolo. Io interpretavo un uomo completamente diverso da me, calvo...Il batticuore sul palcoscenico era fortissimo e poter interpretare un personaggio così distante mi fece capire che il teatro e il palcoscenico non sarebbero mai più potuti mancare nella mia vita…

-Il mio modello era Vittorio Gassman...Il mattatore per eccellenza, l’attore italiano dalla voce profonda e dalla presenza scenica incomparabile… Volevo essere come lui, ma c’era un problema m, lui era un uomo e io una donna... Non avrei mai potuto avere quella voce così profonda che mi scaldava il cuore…

-Credo che lo studio sia fondamentale, non è detto però che questo avvenga in maniera tradizionale. Sicuramente le accademie aiutano in maniera più veloce e pulita ad apprendere le tecniche recitative, ma anche osservare la gente e guardare con occhi affamati di sapere gli attori a teatro è un’ottima scuola per progredire e diventare un buon attore.


Zita Fusco

-Da giovane ovviamente volevo “diventare famosa“, come tutte le ragazze ero attratta all’idea di essere riconosciuta, ma dopo la mia esperienza di polaritá dopo la trasmissione televisiva “saranno famosi” mi resi subito conto che non era quello che volevo. Quello che volevo era poter fare quello che realmente amavo, poter comunicare con la gente, potermi esprimere. Quindi non è così importante raggiungere la celebrità, ma è importante poter fare il proprio mestiere.

-Sicuramente, anche se devo dire che con il passare del tempo soprattutto in ambito artistico le distanze si stanno sempre più assottigliando e, fare questo mestiere e difficile per uomini e donne e a uomini e donne capita di scegliere se scendere ha compromessi o meno indipendentemente dal genere.

-Aldilà del momento storico che stiamo vivendo proprio ora, credo che il cinema italiano abbia nuovamente una sua dignità e una produzione degna di essere chiamata tale. Per quel che riguarda l’intrattenimento sicuramente si sta giocando un po’ al ribasso, forse ciò è dato anche dal fatto che ci sono molte persone disposte a lavorare per nulla pur di apparire pur non avendo professionalità.

-Per un periodo non è stato facile, ora ho un buon equilibrio, cerco di gestire la mia vita da mamma, moglie… Mi aiuto  nelle scelte lavorative grazie al fatto di aver affiancato al mio lavoro come attrice e presentatrice anche un altro mestiere che amo molto. Credo che l’importante sia avere sempre nuovi progetti, non smettere mai di tentare di portarli avanti, ma anche essere soddisfatti delle piccole conquiste fatte ogni giorno.

-Studiate, imparate, fate tanta gavetta, siate umili e ma non remissivi, non date per scontato nulla, ma apprezzate ogni piccolo passo fatto in avanti. E poi, sono sincera, abbiate sempre un piano B.

-Non vedo l’ora di poter finalmente mettere in scena lo spettacolo che è stato bloccato dalla quarantena che ho creato per insegnare i bambini il rispetto per la natura si chiama “Gaia e Re Ciclo”. A tal proposito spero anche di trovare una casa editrice interessata a pubblicare il libro omonimo.