Paola Lorenzoni

di Sherif Awad

Paola Lorenzoni

-Sono nata in Maremma da una famiglia semplice, mio padre impiegato dell’Enel poi commerciante di automobili, mia madre casalinga.Mio padre suonava la fisarmonica è ascoltandolo che la musica è entrata in me e ho cominciato a cantare e a recitare poesie accompagnata da lui e poi da altri musicisti.Mio padre non voleva che intraprendessi la carriera di attrice sperava che restasse un passata mento. Allora io ho lasciato la Maremma da sola e sono venuta a Roma a studiare teatro alla Scuola Internazionale dell’Attore diretta da Alessandro Fersen.

-Ho capito sin da subito che oltre al talento bisogna studiare se si vuole svolgere la professione di attore. Da bambini amavo guardare gli sceneggiati televisivi dove recitavano i grandi attori italiani. Pamela Villoresi, Carla Gravina, Giorgio Albertazzi, Gianrico Tedeschi, Paolo Panelli, Bice Valori, e la mitica Franca Valeri.

-La realizzazione professionale è molto importante per me, sono sempre alla ricerca di personaggi che mi incuriosiscano, sempre protesa a emanciparmi e a migliorarmi. Vorrei avere più opportunità,e in questo momento sto pensando a un nuovo spettacolo comico.


-In questo momento è dura lavorare nel mio paese. È difficile per tutti i settori, figuriamoci per i lavoratori dello spettacolo. Io mi avvicino alle opere che mi vengono offerte in punta di piedi, con gratitudine, e immenso amore.

-Io sono perfettamente in equilibrio perché ho sposato un uomo meraviglioso che mi comprende profondamente e che è un musicista. Tra di noi musica e poesia si sono incontrate come una fusion.

-Giocate al teatro. A chi vuole farlo davvero consiglio di studiare e di sperimentarsi in ruoli diversi.La duttilità è importante.

-E da qualche giorno uscito il mio primo romanzo “ L’Ascolto Ritrovato “ edito da Terre Sommerse e sono in tournée con uno spettacolo che celebra Le donne di Franca Valeri. Sto pensando al soggetto del mio prossimo romanzo, e poi reciterò in uno spettacolo comico.