MARTINA DIFONTE »

di Sherif Awad
Martina Difonte

-Come si sa l'Italia è un Paese cattolico e, come da tradizione tra generazioni si è sempre tramandato il rito così anche la mia umile famiglia ha sempre praticato e trasmesso ai propri figli questo. Quindi anch'io da bambina andavo in chiesa e qui iniziai a far parte del coro di bambini per cantare durante le celebrazioni. Durante una di queste un maestro mi ascoltò cantare e mi invitò a far parte del suo coro di voci bianche come solista. Iniziai così a studiare canto perchè era la mia dote naturale. Sono sempre stata sostenuta dai miei genitori che con tanti sacrifici mi hanno permesso di prendere lezioni di canto per poter acquisire le tecniche specifiche.
Ma come tutte le bambine della mia età, mi piaceva molto ballare così iniziai anche a studiare danza classica e successivamente danza moderna. Studi che proseguì per undici anni, acquisendo una certa preparazione di tipo professionale. 
Però gli impegni dello studio sia scolastico che di canto e di danza mi toglievano troppo tempo anche perchè ero costretta a viaggiare per recarsi presso i maestri delle varie discipline e questo mi imponeva di fare delle scelte, o proseguire con lo studio di materie economiche oppure gli studi artistici per intraprendere la carriera di artista.
Alla fine ho scelto di continuare a studiare all'università Arti e scienze dello spettacolo ma studiai anche musical e questo richiede una preparazione di recitazione e così intrapresi anche lo studio di recitazione.
Con questo bagaglio artistico cominciai a presentarmi in varie esibizioni di spettacoli sia come cantante, sia come performer, sia come attrice, sia come ballerina.

-Ammetto che grazie a mio padre che, mi faceva ascoltare musica importante, sia classica che leggera, conobbi voci molto belle che mi fecero appassionare al canto tipo Whitney Houston o Celine Dion o Etta James, Andrea Bocelli, Alessandro Safina, Lucio Dalla e tanti altri di vario genere.

-Con la maturità anche se sono ancora giovanissima e dopo aver ottenuto anche alcuni successi, non mi fermo a studiare ed imparare sempre cose nuove, credo che un'artista debba rastrellare quanto di più della vita quotidiana e farne tesoro poiché il suo compito sarà di trasmettere emozioni al suo pubblico attraverso la sua arte.

-Penso di non essere un'artista famosa o celebre e sinceramente non credo sia importante quanto si è conosciuti ma quanto si riesce a trasmettere artisticamente alle persone attraverso messaggi saggi e umani, siano essi drammatici che ironici.

-Come giovane donna nel mondo dello spettacolo mi è difficile emergere visto la numerosa partecipazione di tante donne nello stesso settore ma è anche vero che persiste una vecchia mentalità nel cinema per cui il protagonista è sempre un uomo e la donna fa da spalla quasi sempre. Su questo argomento ho trattato la mia tesi di laurea oltre ad aver parlato di una grande attrice Anna Magnani che fù la prima attrice italiana a ricevere l'Oscar.
Come lei anch'io cerco di essere una donna naturale e se ci dovesse essere dentro di me la diva, allora lo scopriranno il pubblico e sarà esso a decretare la mia bravura.

Martina Difonte

-Dalla mia breve esperienza posso affermare che il teatro resta sempre più attrattivo e meno invaso da una cultura sempre più basata sul business, anzi il teatro in tutte le sue forme e in qualsiasi Paese del mondo, riesce ad esprimere meglio tutte le caratteristiche umane senza trasposizioni o alterazioni condizionate dai vari aspetti economici. Anche se televisione e cinema sono in netta ripresa dopo un certo periodo di crisi, purtroppo è molto inflazionato nel senso che purtroppo si è venuta a creare una ghettizzazione dove gruppi precostituiti producono cinema o programmi televisivi, alternando ma restando sempre gli stessi e, lasciando così pochi spazi a giovani leve che potrebbero imparare e continuare a seguire le orme di grandi attori.

-Come ho detto prima, dopo aver studiato e conosciuto Anna Magnani, come lei quando mi viene proposto qualche offerta, sono piuttosto cavillosa e precisa e se non mi piace non l'accetto.In tutti i casi approfondisco studiando le parti e la sceneggiatura tutta.

-E' senza dubbio una professione difficile quella dell'artista sempre impegnato a viaggiare e studiare e concentrarsi sul lavoro da portare al pubblico, resta così meno importante avere più tempo per la propria vita privata ma come si suol dire i pochi momenti intimi familiari diventano più intensi e piacevoli quando sono desiderati.
L'artista è sempre impegnata in casting e proposte di lavoro ed io come tanti oltre a partecipare a queste selezioni, rispondo e valuto le proposte che mi pervengono, infatti parteciperò come cantante ad un evento di beneficenza, mentre da gennaio sarò in scena in teatro a Milano con un'opera di Luigi Pirandello un importante autore italiano. Questi sono progetti a breve termine ma come avviene di sovente improvvisamente giungo proposte per film o fiction o musical. Per l'anno prossimo a Napoli dovrei essere protagonista in un bellissimo musical. Nel frattempo non resto con le mani in mano, fa parte del mio carattere, inizierà questo mese un master in event and business management perché voglio ampliare le mie competenze professionali.